Sacro Monte di Ghiffa : La Riserva
La Riserva

La Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa è stata istituita con la legge regionale n.51 del 7 settembre 1987 allo scopo di:

- tutelare le caratteristiche naturali, ambientali, paesaggistiche, architettoniche, culturali e storico artistiche dell’area;

- garantire il ripristino e la conservazione del complesso artistico-storico-religioso;

- organizzare il territorio a fini culturalii, scientifici, ricreativi, didattici;

- promuovere e valorizzare le attività agricole e forestali, garantendo le cure colturali e favorendo il miglioramento delle aree boscate;

- promuovere attività di studio, ricerca e sperimentazione scientifica ed economica nei settori succitati.

Nel 2003 la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa è stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

L'ambiente naturale caratteristiche generali


La Riserva Naturale del Sacro Monte della Santissima Trinità di Ghiffa si estende su una superficie di circa 200 ettari e ricomprende sostanzialmente, i versanti NW e SE del monte Cargiago (713 m slm).

Escludendo l’area occupata dal complesso monumentale, di circa 1,5 ettari, è pressoché interamente ricoperta da boschi. L’altitudine varia da una quota di circa 350 metri, vicino al Sacro Monte, a circa 780 metri nei pressi dell’abitato di Pollino (comune di Premeno).

La vegetazione arborea è costituita in prevalenza da castagno governato a ceduo, testimonianza della pesante influenza antropica che storicamente ha caratterizzato questa zona. La monotonia di questa forma di vegetazione, pur predominante, è in realtà solo apparente. Sul versante a lago (SE), in conseguenza delle ripiantumazione risalenti agli anni ‘40 e ‘50, troviamo delle discrete superfici a conifere e a latifoglie esotiche. In particolare a pino strobo, a cedro deodara e a quercia americana.

Sul versante opposto (NW), caratterizzato da un pendio più dolce, il ceduo di castagno è spesso interrotto da una vegetazione d’invasione degli antichi pascoli e coltivi. In questi frequente è la presenza di: betulla, pioppo tremolo, frassino, acero e in particolare di farnia. Questa quercia è anche osservabile, con sporadiche matricine, nel castagneto. L’agrifoglio e il tasso, specie ecologicamente di pregio, sono piuttosto diffusi. Nelle aree umide, del torrente Ballona e dei sui affluenti, l’ontano nero e l’ontano bianco sono le essenze prevalenti.
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